Generando delle Fatture Elettroniche si crea inevitabilmente un insieme di notifiche e di altrettante ricevute che dovranno essere analizzate ed ovviamente controllate, all’occorrenza.

Ogni sistema software pertanto deve avere in se un sistema che consenta all’utente di visionare tutto ogni qualvolta lo desidera. Dovrà quindi esserci sempre un link che, attraverso esso possa visionare, in tempo reale, lo “stato” dell’elenco Fatture Elettroniche.

Alternativamente il software dovrà quantomeno consentire un collegamento all’interno del documento della Fattura Elettronica stessa.

Quindi i sistemi software dovranno avere una zona in cui rilevare la Ricevuta di consegna, che altro non è che un messaggio che SdI trasmette automaticamente allorquando chi invia abbia la certificazione dell’avvenuta consegna della Fattura Elettronica.

Inoltre, partendo dal presupposto che chi invia la Fattura Elettronica abbia registrato un indirizzo telematico sul sito dell’Agenzia delle dell’Entrate, di solito si consiglia una PEC, nella ricevuta dovrà apparirà la dicitura:

Destinatario: 0000000 – Trasmesso su canale registrato dal cessionario/committente

Di contro, se il destinatario non ha invece registrato alcun indirizzo telematico sul sito dell’Agenzia dell’Entrate, nella ricevuta apparirà la dicitura:

Destinatario: XYZ1234, cioè:

  • il codice destinatario indicato in fattura;

  • Destinatario: 0000000 – pec.casella@pec.it , ovvero l’indirizzo Pec indicato in Fattura Elettronica.

Relativamente infine alle Fatture Elettroniche della P.A., lo SdI invia al trasmittente un messaggio nei casi di impossibilità di recapito all’amministrazione destinataria per cause non imputabili al trasmittente, ad esempio “amministrazione non individuabile all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni” oppure “problemi di natura tecnica sul canale di trasmissione”.

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