In Italia i Professionisti iscritti ad una cassa previdenziale di categoria sono diversi: i notai, i medici, gli avvocati, gli architetti e via così.

Ovviamente quando un Professionista stila una Fattura, deve attenersi ad uno schema che comprenda i parametri della sua Cassa Previdenziale di appartenenza.

Dunque un Professionista deve calcolare la percentuale prevista dalla propria cassa previdenziale, sommandola al compenso del suo cliente come contributo integrativo, includendo tale valore all’interno della base imponibile IVA.

Facciamo un classico esempio.

Un libero Professionista ha eseguito una consulenza professionale per un valore di 1.000€. A tale importo va aggiunto il contributo integrativo alla cassa di previdenza pari al 2% del valore stesso, quindi € 20,00 (2% di €. 1.000). Il totale imponibile è pari ad € 1.020.

Su questa cifra, denominata base imponibile, va sommata l’IVA che su questa casistica deve essere applicata al 22%. Il totale di questa somma da la cifra di 224,40€, cifra che va aggiunta al totale della fattura.

Giunti a questo punto, occorre calcolare la ritenuta d’acconto, che è del 20%, da calcolarsi sul valore imponibile della prestazione, non tenendo conto quindi della cassa previdenziale: la ritenuta è così pari a 200,00€, in pratica il 20% di 1.000,00€.

Riportiamo adesso la seguente tabella, per chiarire ancor meglio la procedura testè descritta:

Imponibile prestazione professionale

1.000,00€

Contributo Integrativo Cassa di Previdenza 2%

20,00€

IVA 22% (calcolata su € 1.000 + € 20)

224,40€

Ritenuta acconto 20% (su imponibile prestazione)

200,00€

Netto a pagare (imponibile prestazione + contributo cassa previdenziale + IVA – ritenuta di acconto)

1.044,40€

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