Nel sistema fiscale italiano ci sono anche dei contribuenti che aderiscono al Regime Forfettario.

Tale disciplina è regolarizzata dalla Legge 190/2014 all’articolo 1, commi da 54 a 89 e dalle successive Legge 208/2015 all’articolo 1, commi da 111 a 113 ed infine alla Legge 145/2018.

In breve queste tre leggi, anno dopo anno, non fanno altro che elencare alcuni vantaggi fiscali che si riflettono logicamente anche nella compilazione della Fattura del Professionista.

Tali Professionisti o contribuenti sono esonerati sia dagli obblighi IVA, che dall’applicazione della ritenuta d’acconto sui compensi.

Ma c’è un dettaglio che va evidenziato in questo caso e che riguarda il contributo alla Cassa Professionale di appartenenza, oppure alla Gestione separata INPS.

Questo dettaglio, che non è da poco, si riflette dunque nel fatto che l’importo lordo della Fattura corrisponde completamente al netto a pagare.

Prestazione (od imponibile)

1.000,00€

Contributo Cassa di Previdenza 2%

20,00€

IVA

Ritenuta acconto 20%

Netto a pagare

1.020,00€

Attenzione però: in basso alla Fattura testè compilata dovranno essere riportati i seguenti riferimenti:

  • Operazione effettuata ai sensi della Legge 190/2014 all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 208/2015 all’articolo 1, commi da 111 a 113 e della Legge n 145/18 – Regime forfettario;

  • Si richiede la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi e per gli effetti del Provv. Agenzia delle Entrate n.ro 185820 del 22/12/2011.

Infine, un ultimo spunto di precisazione.

Per le Prestazioni Professionali aventi importi superiori a 77,47€, dovrà essere calcolata in Fattura una marca da bollo da 2,00€.

Tale marca da bollo può essere chiesta a mò di rimborso al cliente.

Per il Professionista in Regime Forfettario la marca da bollo è applicata direttamente sull’originale della Fattura in contrassegno.

Se si utilizza la Fattura Elettronica, la marca da bollo è pagata trimestralmente in modo virtuale.

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